Sinalunga

Sinalunga:
panorama del centro storico.
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[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Sinalunga]] |
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364 m s.l.m. |
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78,60 km² |
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156,70 ab./km² |
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Bettolle, Farnetella, Guazzino,
La Fratta, L'Amorosa, Rigaiolo,
Rigomagno, Scrofiano |
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Asciano, Cortona (AR), Foiano
della Chiana (AR), Lucignano
(AR), Rapolano Terme,
Torrita di
Siena, Trequanda |
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CAP: |
53048 |
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0577 |
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Codice ISTAT: |
052033 |
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Codice catasto: |
A468 |
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sinalunghesi |
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Santo patrono: |
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Giorno festivo: |
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Sinalunga è un comune di 11.782 abitanti della provincia di Siena. Sinalunga sorge sulle
colline che separano
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Indice
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2 Storia ·
3 Arte |
Sindaco: Maurizio Botarelli ()
dal 12-13/06/2004
Centralino del comune: 0577 63511
Email del comune: sindaco@comune.sinalunga.si.it
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Classificazione
sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del
20/03/2003
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Classificazione climatica: zona D,
1965 GR/G
Sinalunga fa parte di:
Ritrovamenti fossili di età preistorica,
effettuati nelle colline della zona, testimoniano la presenza dell'uomo a
Sinalunga. Reperti del VIII sec. a.C ci parlano di un nucleo etrusco nei
colli di Sinalunga, un insediamento appartenente alla lucumonia di Chiusi che
evolvé e si espanse sicuramente fino al I sec. a.C., come confermato da
alcune tombe. Nel colle più elevato di Sinalunga sembra fosse ubicato un
tempio molto importante Le colline circostanti erano densamente abitate. I
primi contatti con i romani si ebbero all’inizio del III sec. a.C.
all'interno di una coalizione comprendente Galli, Umbri e Sanniti. Sempre al I
sec. a.C. risalgono i primi insediamenti romani nella parte
bassa di Sinalunga, Pieve di Sinalunga,
secondo reperti rinvenuti durante alcuni scavi effettuati nel secolo scorso. In
epoca repubblicana questo insediamento fu un’importante stazione di posta
(mansio) sulla Via Cassia, con il nome di Ad Mensulas, il cui
nucleo principale era probabilmente ubicato nello stesso luogo dove oggi sorge
la pieve romanica di S. Pietro ad Mensulas.

Cippo funerario
romano conservato nella pieve romanica di S. Pietro ad Mensulas.
Infatti, come testimoniato dalla Tavola Peutingeriana, questa importante via di
comunicazione in questa parte della Valdichiana
senese aveva un percorso che attraversava gli odierni abitati Acquaviva (Ad Graecos), Torrita
di Siena (Manliana), Sinalunga (Ad Mensulas), per poi
proseguire verso Siena
(Sena Iulia). All'inizio del Medioevo, sulla
collina sopra la vecchia mansio romana di ‘’Ad
Mensulas’’, si ergeva il minaccioso castello delle Ripe, intorno al
quale cominciarono ad insediarsi i sinalunghesi, visto il progressivo
impaludamento che stava interessando la sottostante pianura della Valdichiana,
a causa dell’incuria a cui erano soggette le perfette canalizzazioni etrusche,
mantenute in funzione per tutta l’età romana e poi
abbandonate alla fine dell’Impero Romano d'Occidente. Il borgo nato
all'ombra del castello delle Ripe con il tempo andò sviluppandosi, tanto
che un documento del 782
attesta l'esistenza di un luogo per le pubbliche adunanze: un solido edificio
nel quale si conservavano i documenti e la cassa della comunità.
Successivamente questo edificio fu trasformato in chiesa (l’odierna
chiesa di Santa Lucia). A questo periodo risale anche il nome di Sinalunga
(inizialmente Asinalonga), per motivi assolutamente ignoti. Poco dopo
Sinalunga fu il regno dei Cacciaconti, un ramo della
famiglia comitale degli Scialenghi, la quale prese possesso di un'ampia area a
sud di Siena. Infatti, un documento del 18 febbraio
1197 conservato nelCaleffo
Vecchio presso l'Archivio di Stato di Siena, attesta l’atto di
sottomissione al Comune di Siena da parte dei Cacciaconti. Verso la fine del
XIII secolo Ghino di Tacco, brigante nato a La Fratta
da un ramo della famiglia Cacciaconti, dopo il perdono del Papa Bonifacio VIII e della Repubblica di
Siena, si ritirò in vita tranquilla in Asinalonga, dove fu ucciso nel
tentativo di mettere pace tra due litiganti. Il 20 novembre
1303 vede la nascita
del libero comune di Sinalunga, dopo lunghe dispute con i Cacciaconti,
spalleggiati da Siena, come risulta da un atto redatto in Sinalunga e
conservato presso l'Archivio di Stato di Siena, e nel 1337 Siena assegna a
Sinalunga una sede degli undici Vicariati in cui suddivise il suo territorio e
tale rimase sino al 1468.
Nei primi decenni del '300 il territorio senese era devastato dalle Compagnie
di Ventura, mercenari al soldo di signorotti e governi perché
danneggiassero il territorio nemico, in un primo tempo pagati anche dalla
Repubblica di Siena perché non facessero danno, ma senza successo. Nel 1363

Sinalunga: la
chiesina del Serraglio.
L'esercito imperiale di Carlo V alleato
con i fiorentini
entrò nel territorio della Repubblica di Siena proprio in Valdichana ed
occupò in pochi giorni tutti i castelli di confine, tra cui Sinalunga
che fu usata come prigione. Poco dopo, grazie un certo sinalunghese di nome
Biancalana, truppe senesi arroccate a Trequanda, o
forse a Montelifré,
riuscirono a penetrare nottetempo nel castello di Sinalunga per mezzo di una
porta segreta ed a trucidare la guarnigione spagnola, anche se pochi giorni
dopo il castello fu di nuovo riconquistato dagli spagnoli, la cui rappresaglia
fu crudele, soprattutto sul popolo. Nell'aprile 1555 Siena
capitolò. La guarnigione cittadina si ritirò in Montalcino,
dove si ricongiunse con le ultime truppe della Valdichiana.
Alcuni castelli, fra cui Sinalunga, furono ripresi, ma nel 1557
Sinalunga:
Numerosi sono le chiese ed i monumenti
visitabili a Sinalunga. La cinquecentesca Collegiata di San Martino
è l'edificio simbolo di Sinalunga, ingresso al centro storico del
paese.La collegiata fu costruita a partire dal 1588 nel luogo dove
sorgeva l'antica rocca, smantellata poco prima.
Collegiata:
Madonna col Bambino e i Santi Sigismondo, Rocco, Giovannino, Antonio abate e
Sebastiano. Il Sodoma

Collegiata:
Madonna col Bambino. Benvenuto di Giovanni
Fu costruita su progetto dei perugini Simone e
Bernardino Ferri. La chiesa ha il prospetto intonacato, preceduto da un ampio
sagrato con scalinata del 1616 in travertino, tripartito da quattro grandi lesene collegate da
un timpano
triangolare. Tutti gli elementi decorativi sono in mattoni, materiale usato
anche per la costruzione della parte terminale dell'alto campanile a torre, a
quattro ordini e con monofore ad arco a tutto sesto, con cupolino, lanterna e
piramide apicale. In laterizio è anche il tributo ottagonale edificato
nel 1753, sormontata
dalla lanterna eretta nel 1812, che ricalca le forme della sottostante struttura.
L'interno della Collegiata, con una pianta a croce latina e la navata
principale arricchita da quattro cappelle per ogni lato. La navata, il transetto, il
presbiterio
e le cappelle presentano la volta a botte. All'incrocio tra navata e transetto si
erge la cupola terminale del 1753. Al suo interno si conservano notevoli dipinti, tra cui
spiccano per la pregevole fattura e l'importanza artistica

Palazzo Pretorio
Nel centro storico svetta la torre
campanaria del medievale Palazzo Pretorio. Eretto tra il 1337 e il 1346 e restaurato nel XV secolo e
XVII
secolo, era la sede dell'autorità civile; nella facciata principale
e nel lato orientale del palazzo sono presenti vari stemmi dei Podestà
dell'epoca della Repubblica di Siena e quelli dell'epoca medicea. In
particolare, nella parte destra del portale principale è presente una
gogna dove i malviventi o presunti tali venivano posti al pubblico scherno.
Sempre nel centro storico è presente il pregevole Teatro
Comunale costruito nel 1797 (recentemente restaurato) dedicato a Ciro
Pinsuti, musicista sinalunghese allievo di Gioacchino Rossini. Il centro storico conserva
pochi tratti dell'antica cinta muraria, visibili ancora nel lato
sud-orientale, e caratterizzati da alcuni resti di torri medievali, attualmente
sedi di abitazioni privati.

Facciata
principale della Chiesa di Santa Croce
Rimarchevoli sono

Il Santuario
della Madonna del Rifugio, presso il Convento di San Bernardino
Fuori dal centro storico di Sinalunga,
sul colle Poggio Baldino a circa 500m s.l.m., possiamo trovare il Convento
di San Bernardino, costruito nel 1499 e restaurato nel '700, ora sede dei frati minori
francescani e delle suore del Sacro Cuore di Gesù, il cui edificio
principale è rappresentato dal Santuario della Madonna del Rifugio.
Nella settecentesca cappella laterale del santuario sono conservati dipinti
cinquecenteschi, come il Battesimo di Gesù e

Chiesa di San
Pietro Ad Mensulas, Pieve di Sinalunga
A valle del centro storico, si estende
Pieve di Sinalunga, quartiere di Sinalunga nato attorno alla Chiesa di San
Pietro ad Mensulas. Questo tempio, consacrato nel IV secolo
da San
Donato, vescovo di Arezzo, è stato edificato su un precedente edificio
romano, con tutta probabilità l'edificio principale della mansio Ad
Mensulas, la stazione di posta sulla Via Cassia.
I contrafforti visibili alla base della facciata sono di epoca romana, come
pure lo sono due lapidi conservate all'interno.
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Manuele Laschi (1982-?): showman;
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Luigi Agnolucci
(1832-1926): ingegnere;
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Maria Rosaria
Bindi (1951):
politico;
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Ciro
Pinsuti (1828-1888): musicista
(pianista e compositore);
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Ghino
di Tacco (1832-1900): nobile ghibellino,
un po' bandito un po' eroe;
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Ezio Marchi
(1869-1908): veterinario e
ricercatore;
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Giuseppe Stocchi
(1832-1900): sacerdote,
scrittore e storico.
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Festa
di Biancalana (Giugno)Proloco Sinalunga
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Festa
dell'Uva e del Vino (Settembre)Proloco Sinalunga
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Festeggiamenti
della Madonna del Rosario (prima e seconda settimana di ottobre)
o
Festa
della Madonna del Rosario (prima domenica di ottobre)
o
Gara
competitiva di gran fondo Mountain Bike "SINALUNGA BIKE"
o
Fiera
alla Pieve (Martedì successivo prima domenica di ottobre)
o
Gara
podistica "PASSEGGIATA ALLA FIERA" (seconda domenica di ottobre)
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Festa
di San Martino: Carriera di San Martino (corse dei carretti) (domenica
più vicina all'11 novembre)
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Pane
e olio in frantoio (fine novembre)
Il paese è gemellato con: